Newsletter n.138 del 12/10/2013

“GUSPINI NON E’ FUORILEGGE” è quanto dichiara il sindaco che respinge come non vere alcune delle affermazioni riportate nel titolo e nella parte iniziale dell’ articolo pubblicato sull’Unione sarda del 12 ottobre u.s. e attribuite agli amministratori comunali, riguardante la situazione idrogeologica del paese.

Le lottizzazioni e gli edifici realizzati a Guspini sono stati costruiti legalmente e sono rispondenti alle normative urbanistiche. Pertanto la possibile limitazione edificatoria sia totale che parziale è solo un’ipotesi tutta da verificare. Essa potrebbe scaturire solo a seguito di individuazione di rischi idrogeologici derivanti dallo specifico studio del settore avviato dal Comune. L’amministrazione comunale, disapprova con forza le estremizzazioni giornalistiche dei fatti che, in una situazione già molto difficile come quella attuale, possono solo generare confusione e disorientamento.

Di seguito sono riportate le dichiarazioni autentiche e integrali contenute nella nota stampa del del giorno 11 ottobre 2013 (in grassetto nel sito la frase specifica: Nonostante il PUC approvato nel 2000 richiamasse l’attenzione su alcune zone critiche, il comune non ha mai avuto uno studio specifico in tal senso e non si può escludere che la pianificazione urbanistica cittadina sarebbe potuta essere diversa se Guspini avesse avuto nei decenni precedenti un Piano di rischio idrogeologico. Infatti l’individuazione delle zone di rischio più accentuato ne avrebbe interdetto o limitato l’edificazione imponendo particolari tipologie costruttive quali il rialzo dei fabbricati.)

ALLUVIONE 5 OTTOBRE 2013-

Gli eventi degli ultimi due anni seppure imprevisti e di carattere eccezionale, hanno reso evidente la fragilità del sistema idrogeologico di Guspini. Eppure,, il centro abitato è solcato da un reticolo di corsi d’acqua minori che, come il rio Mengas, il rio Cabras , il rio S’acqua Bella e il rio Is Crabitus, scorrono sotto le strade cittadine. Perciò non sorprende gli esperti, che Guspini vada in emergenza anche quando le precipitazioni sono di poco superiori alla media. Nonostante il PUC approvato nel 2000 richiamasse l’attenzione su alcune zone critiche, il comune non ha mai avuto uno studio specifico in tal senso e non si può escludere che la pianificazione urbanistica cittadina sarebbe potuta essere diversa se Guspini avesse avuto nei decenni precedenti un Piano di rischio idrogeologico. Infatti l’individuazione delle zone di rischio più accentuato ne avrebbe interdetto o limitato l’edificazione imponendo particolari tipologie costruttive quali il rialzo dei fabbricati.

IL PIANO: L’ultimo evento, (verificatosi senza allerta meteo), ha messo in luce una grande debolezza: quando le precipitazioni sono violente, di particolare intensità e concentrate in un breve arco di tempo il sistema di smaltimento delle acque piovane si rivela inadeguato. Constatato che detti eventi calamitosi si ripetono con sempre maggior frequenza, l’Amministrazione comunale ha avviato il procedimento per dotarsi di un Piano di rischio idrogeologico che preveda quali infrastrutture sono necessarie per imbrigliare le acque provenienti dai versanti collinari che circondano la cittadina.

I LAVORI: Pur in mancanza di uno studio apposito e di adeguate risorse finanziarie, nel 2012 l’amministrazione è intervenuta con opere di mitigazione del rischio e di ripristino delle infrastrutturazioni danneggiate. Non potendo accedere a mutui, e solo con le maestranze interne, sono state realizzate le seguenti opere: a protezione delle zone di Via Salvo d’Acquisto e di via Parigi alcuni capienti canali di guardia per oltre 600 mt; appositi sistemi di scolmatura per limitare la pressione della condotta del Rio Cabras; diverse caditoie a larga sezione nella zona di via Parri e Terranova. La via Verdi è stata resa di nuovo percorribile e le zone sovrastanti sono state messe in sicurezza con la regimentazione delle acque., mentre l’intervento più importante previsto nella zona di via Carducci e via Marconi,consistente nella costruzione di una condotta suppletiva,si è rivelato non realizzabile come nelle previsioni, data la mancanza dello spazio fisico già occupato dalle nuove condotte di Abbanoa. Attualmente sono in corso gli interventi meno complessi che riguardano il completamento della intercettazione delle acque piovane in varie zone. Altri lavori di maggior portata, dovuti anche alle conseguenze dell’alluvione, sono già stati programmati a carattere d’urgenza per essere eseguiti nella via Mazzini nei prossimi 6 mesi. A brevissimo, dallo studio idraulico specialistico in corso, si avranno precise indicazioni sulle opere tecnicamente idonee da realizzare nelle vie Carducci e Marconi. Per la copertura finanziaria di tali interventi straordinari si è attinto ad insufficienti risorse di bilancio che hanno comportato il blocco di altre opere programmate.Confidiamo nell’intervento della Regione per la messa in sicurezza dell’abitato e per la protezione delle vite umane.

Il Sindaco
Rossella Pinna

L’assessore all’ambiente
Bruno Serpi

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