Comune di Guspini

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Guspini. Consiglio comunale allargato ai rappresentanti provinciali.

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Articolo tratto da
UNIONE SARDA - Provincia del Medio Campidano - Guspini 30 giugno 2011

Consiglio comunale allargato ai rappresentanti provinciali. Pronti 61 licenziamenti
Casa di cura, domani tutti a casa.
Presidio permanente per opporsi al trasferimento dei pazientiGiovedì 30 giugno 2011

Ieri a Cagliari incontro tra gli assessori regionali del Lavoro e della Sanità con il commissario del Centro, il dg dell'Asl 6 e i sindacati che hanno chiesto un sussidio straordinario.
«Farò resistenza passiva, mi legherò al letto di mia moglie». Marco Dessì, come tutti i familiari dei pazienti del centro di riabilitazione Santa Maria Assunta, è pronto ad intraprendere una lotta estrema pur di impedire la chiusura della struttura sanitaria di Guspini. Ieri sera, al temine del Consiglio comunale aperto ai consiglieri provinciali e degli altri paesi del Medio Campidano, che si è tenuto nel piazzale del Centro, si è deciso di istituire un presidio permanente per opporsi al trasferimento dei pazienti in altre case di cura.
«Mia moglie soffre di una cerebropatia ed è stato il Brotzu a trasferirla a Guspini, dove il personale l'assiste con tutta la cura del caso e noi possiamo starle vicino tutto il giorno», ha aggiunto Marco Dessì. «Ora l'Asl di Sanluri ha deciso che deve essere ricoverata nella Rsa di Vallermosa, che certamente non è un centro qualificato per la situazione clinica di mia moglie. Vi chiedo di appoggiare la nostra rivendicazione».
DISPERAZIONE C'è disperazione. Tra le lacrime Manuela Fanari ha raccontato il dramma della sua bambina di due anni e mezzo. «Già al terzo mese di vita è entrata in questa struttura. Sta facendo grossi progressi. Se questo Centro chiude, che altre possibilità ha mia figlia per continuare la terapia?», ha quasi urlato rivolgendosi alle centinaia di persone presenti. «La sanità non è di destra, di sinistra o di centro. La salute deve essere salvaguardata senza guardare i partiti. È da oltre un anno che si conosceva la situazione della casa di cura di Guspini. Ora si decide di chiudere punto e basta. Noi familiari ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Non sento la solidarietà di nessuno. Mai in questi mesi un consigliere regionale è venuto qui per conoscere di persona la situazione di questa struttura», ha polemizzato Dino Murgia, padre di Marco, un giovane di Ghilarza da tre anni in coma dopo un incidente stradale. «Mi hanno detto che lo porteranno in ospedale. A far che? Per parcheggiarlo? Io e mio figlio da qui non ci muoviamo», ha aggiunto con rabbia.
LICENZIAMENTO Da domani i 61 lavoratori interinali del Centro sono licenziati. Ieri mattina a Cagliari si è tenuto un incontro tra gli assessori del Lavoro, Franco Manca, e della Sanità, Antonello Liori, con il commissario liquidatore del Centro, Carlo Piras, il direttore generale dell'Asl 6 Salvatore Piu e i rappresentanti sindacali, che hanno chiesto di assegnare loro un sussidio straordinario. «Noi in questa struttura ci abbiamo creduto e ci crediamo. Non vogliamo ammortizzatori sociali, con la nostra specializzazione un lavoro lo troviamo anche se siamo costretti a lasciare la Sardegna. Vogliamo che questo centro continui ad operare», ha detto con foga il medico Giorgio Gaspa, che la struttura di Guspini l'ha vista nascere e crescere. Oggi sarà una giornata di passione.
Gian Paolo Pusceddu

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